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Nel 2026 il mercato immobiliare cambia ritmo: il 51% compra cash e i prezzi tornano a crescere

  • Immagine del redattore: FOCHI TOWER
    FOCHI TOWER
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Il mercato immobiliare italiano sta vivendo una fase molto interessante: da un lato oltre la metà delle compravendite avviene senza mutuo, dall’altro il 2026 si apre con segnali di crescita contenuta ma stabile dei prezzi.

Dopo anni segnati da forti oscillazioni dei tassi, incertezze macroeconomiche e cambiamenti nelle esigenze abitative, il settore sembra aver trovato un nuovo equilibrio.

Vediamo cosa sta succedendo davvero.


Oltre il 51% delle compravendite è “cash”: cosa significa

Nel primo semestre 2025 il 51,4% degli acquisti residenziali in Italia è stato concluso senza ricorrere al mutuo (fonte: Gruppo Tecnocasa).

Un dato in leggero calo rispetto al 2024 (quando si superava il 55%), ma che conferma una tendenza strutturale: chi può compra, sempre più spesso, lo fa con liquidità propria.

Non è un dettaglio tecnico. È un cambio di paradigma.


Chi compra senza mutuo?

L’identikit è piuttosto chiaro:

  • 59% acquista prima casa

  • 30% compra per investimento

  • 11% acquista casa vacanza

  • Fascia d’età prevalente: 45–54 anni (24,8%)

  • Under 34: solo 17,3%

  • Acquirenti stranieri: 12,2%, in forte crescita

Le tipologie più richieste sono:

  • Trilocali (31%)

  • Bilocali (23,3%)

Il mercato oggi è diviso in due:

  1. Chi ha capitali e decide rapidamente.

  2. Chi dipende dal credito e quindi dai tassi.


Il ritorno graduale del mutuo

Il calo dei tassi nel corso del 2025 ha favorito un rientro progressivo del mutuo, ma il mercato resta selettivo.

Secondo Nomisma, il 2025 si è chiuso con circa 770–780 mila transazioni, con mutui erogati per oltre 56 miliardi di euro e un fatturato complessivo vicino ai 121 miliardi.

Il mercato non è in crisi. È semplicemente più consapevole.


Prezzi case 2026: stabilità e crescita moderata

Il 2026 si apre con uno scenario di:

  • Crescita contenuta dei prezzi (4% – 4,5%)

  • Previsione di 790.000 – 810.000 compravendite

  • Domanda più selettiva

  • Forte attenzione a qualità ed efficienza energetica

Chi compra oggi valuta:

  • Classe energetica

  • Sostenibilità

  • Spazi esterni

  • Smart home

  • Posizione strategica

Gli immobili energivori o da ristrutturare senza adeguato prezzo iniziano a soffrire.


Il boom (rallentato) delle locazioni brevi

Il comparto turistico nel 2025 ha registrato una crescita tra l’8% e il 9%.I canoni residenziali tradizionali sono saliti del 6–7%, con punte superiori nelle località turistiche.

Tuttavia, nel 2026 la corsa agli affitti brevi mostra segnali di rallentamento. Non è detto che sarà il miglior investimento dei prossimi mesi.

Interessante invece il segmento delle seconde case, dove si stimano:

  • +8% / +10% transazioni

  • +4% / +5% prezzi


Andamento territoriale 2026

Il mercato italiano non è uniforme.

Grandi città

  • Canoni in crescita del 7–8%

  • Se aumenta l’offerta: crescita più moderata (3–4%)

Milano

Crescita prevista oltre il 7% nelle zone centrali e semicentrali, sostenuta da domanda forte e immobili di pregio.

Roma

Incrementi fino al 6,8%, trainati dalla ripresa dei quartieri centrali.

Firenze e Napoli

Aumento stimato 2,5–3%, spinto da investitori stranieri interessati a seconde case.

Torino e Bologna

Crescita più contenuta (1,5–2%), mercato stabile e selettivo.

Empolese–Valdelsa

Zona interessante per equilibrio tra qualità della vita e accessibilità.


Cosa cambia per chi vende nel 2026?

Il mercato non è in rallentamento. È più esigente.

Oggi vendono bene:

  • Immobili correttamente valutati

  • Case efficienti energeticamente

  • Posizioni strategiche

  • Prezzi realistici fin dall’inizio

Non vendono (o si vendono con fatica):

  • Case sovrapprezzate

  • Immobili senza adeguamento energetico

  • Proposte “fuori mercato” nella speranza che qualcuno compri comunque


Conclusione

Il dato del 51% di acquisti cash racconta un’Italia in cui la solidità patrimoniale conta ancora molto.

Il 2026 non sarà un anno esplosivo, ma un anno di consolidamento: più qualità, più selezione, più attenzione al valore reale.

Chi vende deve essere strategico. Chi compra deve essere consapevole.

Il mercato premia competenza e realismo.


Redazionale

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